
Arriva il 2026, quali scenari per l’energia
Crescita del Pil ‘zerovirgola’. Prezzi commodity in calo, la ripresa degli investimenti sostiene l’efficienza, ma i prezzi retail rimangono vischiosi. In aumento l’import di Gnl dagli Usa
Il 2026 per il mercato dell’energia in Italia delinea un contesto meno turbolento rispetto al triennio precedente, ma ancora caratterizzato da fragilità strutturali che incidono sui costi per imprese e famiglie. Si profila un anno di transizione per il mercato energetico italiano, nel quale sono meno probabili shocks sui prezzi internazionali, ma si delineano forti criticità nella trasmissione dei segnali di prezzo dal mercato all’ingrosso a quello retail e ostacoli alla crescita dell’efficienza energetica e agli investimenti in tecnologie energy saving nelle imprese e negli edifici residenziali.
L’economia italiano, dopo aver cumulato nell’arco dell’ultimo triennio 2021-2024, una crescita del PIL del 6,6%, superiore di 1,5 punti alla media Ue, nel prossimo biennio frena. Secondo le ultime previsioni dell’Ocse, il PIL dell’Italia cresce dello 0,6% nel 2026 e dello 0,7% nel 2027 e tra il 2024 e il 2027 cumula la più bassa crescita tra i 27 paesi dell’Ue. Sul basso profilo della crescita pesa l’effetto recessivo dei dazi statunitensi.
Il quadro geopolitico appare meno instabile rispetto agli anni precedenti. Le prospettive di soluzione ai conflitti in Medio Oriente e in Ucraina contribuiscono a ridurre la volatilità dei prezzi sui mercati internazionali dell’energia. Nelle previsioni autunnali della Commissione europea (Autumn 2025 European Economic Forecast) è attesa per il 2026 una diminuzione del 16,0% rispetto al 2025 del prezzo del gas naturale (TTF) che passa da 36,9 a 31,0 euro/MWh una diminuzione dell’11,8% del prezzo del petrolio (Brent) che passa da 60,9 a 53,7 euro/barile, mentre è meno marcata la discesa (-5,7%) del prezzo all’ingrosso dell’elettricità (media ponderata UE) che passa da 84,8 a 80,0 euro/MWh. Le proiezioni macroeconomiche di Banca d’Italia pubblicate venerdì scorso indicano per il 2026 un calo del prezzo del gas nel 18,9% e del prezzo del greggio in dollari del 9,7%.
Tuttavia, questa normalizzazione dei prezzi all’ingrosso non si traduce pienamente in un alleggerimento dei costi per gli utenti finali. I prezzi retail dell’energia elettrica e gas restano vischiosi, mostrando una lenta e incompleta trasmissione delle riduzioni dei prezzi sui mercati internazionali e su quelli all’ingrosso, a causa di inefficienze del mercato amplificate dal peso e dagli squilibri degli oneri di sistema. Nel 2025 (media dei primi undici mesi) persistono prezzi al consumo di energia elettrica e gas che in Italia sono del 46,1% superiori alla media del 2021, precedente allo scoppio della crisi energetica. La vischiosità dei prezzi retail evidenzia la presenza di criticità lungo la filiera energetica, dato che nella media dei primi nove mesi del 2025 il prezzo all’import di petrolio e gas è al di sotto del 2,7% del livello del 2021 e il prezzo all’ingrosso dell’elettricità, nella media del 2025 (al 22 dicembre), risulta del 7,2% inferiore alla media del 2021.
La ripresa degli investimenti in macchinari (+7,6% nel terzo trimestre del 2025) che beneficia del progressivo allentamento monetario, sostiene una maggiore efficienza energetica: le imprese, in particolare quelle manifatturiere, orientano una quota crescente degli investimenti verso tecnologie più efficienti dal punto di vista energetico, con effetti positivi sulla riduzione dei costi e sull’aumento delle produttività. Il recente aumento del costo del credito (QE 16/12) potrebbe rappresentare un ostacolo ai processi di accumulazione di capitale.
Il ciclo positivo delle costruzioni, sostenuto dagli interventi del PNRR, dovrà favorire il raggiungimento dei target di prestazione energetica previsti dalle normative europee (QE 18/12). La riqualificazione energetica degli edifici e la diffusione delle rinnovabili potranno contribuire a ridurre le emissioni climalteranti del settore civile. Un freno può essere rappresentato dall’assenza di un piano ordinato e stabile di incentivi fiscali. La manovra in discussione in Parlamento proroga solo per l’anno 2026 le detrazioni relative a interventi di recupero edilizio, di riqualificazione energetica e di riduzione del rischio sismico.
Crescono gli acquisti di GNL dagli Stati Uniti dopo gli ambiziosi target previsti nell’accordo commerciale tra Stati Uniti e Unione europea del 27 luglio 2025. (QE 16/9). Nel bimestre agosto-settembre 2025, successivo all’accordo sui dazi, l’import di oil e gas dagli Stati Uniti sale del 29,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Mentre raddoppia il valore del gas importato dagli Stati Uniti (+108,5%), si registra una discesa del 23,8% l’import di petrolio. Nei primi nove mesi del 2025 l’import di gas dagli Usa sale del 144,4% a fronte del +14,8% del totale degli acquisti di gas dall’estero.
Rubrica Imprese ed energia su QE- Quotidiano Energia del 23 dicembre 2025
