
Cala l’occupazione in energia e utilities in controtendenza rispetto alla Ue a 27
Pesa la flessione (-10,1%) degli occupati in energia elettrica e gas mentre crescono (+1,7%) in acqua e rifiuti. Il punto sugli indicatori del mercato del lavoro in Italia
L’analisi dei più recenti dati statistici sul mercato del lavoro delinea a inizio 2026 un quadro di luci e ombre, successivo ad un lungo ciclo espansivo. Dopo oltre quattro anni di crescita l’occupazione segna una flessione su base annua nel terzo trimestre del 2025. Nel settore energetico persiste una fase di debolezza della domanda di lavoro. Dopo tredici anni, nell’autunno del 2025 il tasso di disoccupazione risulta inferiore alla media europea. Le tensioni geopolitiche e il basso profilo della crescita mantengono elevata l’incertezza e le previsioni di assunzione del primo trimestre del 2026 registrano una flessione. La difficoltà di reperimento del personale rimane su valori elevati, interessando più di un lavoratore su due cercato dalle imprese, ma è in diminuzione rispetto ad un anno prima.
I segnali di frenata di una lunga fase espansiva del mercato del lavoro – A novembre 2025, su base mensile, il calo dello 0,1% degli occupati e del 2,0% dei disoccupati si associa alla crescita dello 0,6% degli inattivi. La diminuzione congiunturale dell’occupazione coinvolge i dipendenti a termine (-1,2% rispetto ad ottobre) e gli autonomi (-0,2%), mentre risultano stabili i dipendenti permanenti. L’occupazione aumenta rispetto a novembre 2024 (+179mila occupati in un anno, pari al +0,7%), come sintesi della crescita dei dipendenti permanenti (+258mila pari al +1,6%) e degli autonomi (+126mila pari al +2,5%) e un calo dei dipendenti a termine (-204mila, pari al -7,6%). L’analisi dei dati trimestrali evidenzia che nel terzo trimestre del 2025 l’occupazione torna in territorio negativo (-0,4%) dopo 17 trimestri consecutivi di crescita.
Disoccupazione ai minimi storici e inferiore alla media UE – Il confronto internazionale su dati Eurostat evidenzia che a novembre 2025 il tasso di disoccupazione in Italia scende al 5,7% e risulta da ottobre inferiore alla media dell’UE a 27, un fenomeno che non si registrava dall’autunno del 2012. Il tasso di persone in cerca di lavoro in Italia è inferiore al 7,7% della Francia e al 10,4% della Spagna mentre la disoccupazione rimane strutturalmente più bassa in Germania (3,8%).
L’incertezza pesa sulle previsioni di assunzione nel 2026 – Secondo l’ultima rilevazione del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, le previsioni di assunzione nel primo trimestre del 2026 scendono del 2,4% rispetto al primo trimestre dell’anno precedente.
Scende la difficoltà di reperimento del personale – A gennaio 2026 la difficoltà di reperimento del personale scende al 45,8%, risultando di 3,6 punti inferiore al 49,4% di 12 mesi prima.
Debole il mercato del lavoro nell’energia – L’analisi dei dati Eurostat evidenzia che l’occupazione nel comparto energia e utilities nel terzo trimestre 2025 scende del 2,6% su base annua, risultando in decelerazione rispetto al più marcato calo del 6,9% registrato nel secondo trimestre 2025. All’opposto, nell’Unione europea si osserva un aumento dello 0,6% dell’occupazione nel settore energetico, ma con un trend in rallentamento rispetto al +2,7% del secondo trimestre 2025 e al +7,9% del primo trimestre 2025. In Italia il mercato del lavoro energetico ha registrato una fase espansiva che si è avviata con lo scoppio della crisi energetica e l’impennata dei prezzi di elettricità e gas ed è terminata nell’estate del 2024.
Tra i maggiori paesi UE nel terzo trimestre del 2025 si osserva una robusta crescita degli occupati nell’energia e utilities in Spagna (+13,0%) e Francia (+6,9%), mentre si registra una discesa in Germania (-1,3%). Il calo dell’occupazione in Italia è tutto dovuto alla flessione del 10,1% in energia elettrica e gas mentre si registra un aumento dell’1,7% per acqua e rifiuti.
Nel complesso nel comparto di energia e utilities nel terzo trimestre 2025 si registrano 381mila occupati pari all’11,0% dei 3 milioni 465mila occupati del settore nei 27 paesi dell’Unione europea. In Italia il settore energetico pesa per l’1,6% dell’occupazione totale dell’economia.
Rubrica Imprese ed energia su QE- Quotidiano Energia del 13 gennaio 2026
