Elaborazione flash ‘Artigianato digitale e competenze nell’era dell’IA-Intelligenza artigiana’. Il lavoro analizza la diffusione dell’intelligenza artificiale nelle imprese, il quadro territoriale dell’artigianato digitale e la crescente domanda di competenze specializzate. Il report approfondisce inoltre le implicazioni dell’IA sulla domanda di energia, sullo sviluppo dei data center e sulle materie prime critiche, evidenziando le sfide e le opportunità che la transizione digitale pone alle micro e piccole imprese italiane.
L’Elaborazione Flash è la quarta uscita nel corso del 2026 della serie #artigianatochecresce, studi centrati su cluster settoriali dell’artigianato a maggiore dinamismo, dopo quelle sul design (pubblicata il 21 aprile 2026), sulla cura del verde (pubblicata il 1° aprile 2026) e sulla pet economy (pubblicata il 12 febbraio 2026).
Alcune evidenze
Nel 2025 raddoppiano (+110,8%) le piccole imprese che usano IA – Nel 2025, il 16,4% delle imprese con almeno 10 addetti utilizza almeno una tecnologia di intelligenza artificiale (IA) segnando un significativo incremento rispetto all’8,2% del 2024 e al 5,0% del 2023. Aumenta anche la varietà nell’utilizzo delle tecnologie di IA, misurata attraverso l’adozione combinata di almeno due tecnologie. La percentuale di imprese con almeno 10 addetti che utilizza questa combinazione passa dal 5,2% del 2024 al 10,6% nel 2025.
Raddoppiano anche le piccole imprese che usano l’IA, salendo al 14,2% a fronte del 6,9% del 2024 e al 4,4% del 2023. Tenuto conto del trend delle imprese attive, si stima che le piccole imprese che usano l’IA nel 2025 salgono del 110,8%. Nel confronto europeo l’uso dell’IA interessa il 17,0% delle piccole imprese nell’Unione europea a 27, con quote più elevate per Germania (23,1%) e Spagna (17,2%), mentre la diffusione in Francia (15,0%) è più allineata a quella dell’Italia (come anticipato pari al 14,2%).
Artigianato digitale: il quadro nel territorio di imprese, artigianato, relativi trend e addetti – Alla fine del I trimestre del 2026 si contano 13.089 imprese artigiane digitali registrate nei settori che offrono servizi connessi ad edizione di software (compresi i videogiochi), programmazione, consulenza ed assistenza informatica, cybersicurezza, realizzazione di pagine web installazione di computer e software e recupero dati, attività di telecomunicazione quali erogazione di servizi di accesso ad Internet e di messaggistica e tracciamento satellitare, hosting, cloud computing, webscraping ed elaborazione dati, pari all’1,1% dell’artigianato, e con 19.483 addetti. L’artigianato rappresenta l’11,7% delle 112.287 imprese ed il 3,5% dei 552.048 addetti del settore.
Le competenze per IA, strategiche per le imprese ma difficili da reperire, con il quadro per regione e provincia – Un freno alla diffusione dell’uso dell’IA nelle imprese è certamente dato dalla carenza di competenze adeguate a integrare queste tecnologie nei processi aziendali. In Italia nel 2025 le imprese hanno richiesto 621mila lavoratori per cui sono necessarie, con un grado elevato, le competenze digitali utili per la gestione e l’implementazione nei processi aziendali delle tecnologie digitali avanzate. Si tratta delle competenze per intelligenza artificiale (IA), cloud computing, Industrial Internet of Things (IoT), data analytics e big data, realtà virtuale e aumentata e blockchain. Di queste 316mila sono di difficile reperimento, pari al 50,8% delle relative entrate previste. Nel report il quadro della domanda delle imprese di competenze per l’IA per regione e provincia.
