Elaborazione Flash ‘L’eredità di Pinocchio nella creatività del made in Italy a vocazione artigiana. Il quadro dell’imprenditoria artigiana diffusa nel territorio’ – V Giornata della Cultura Artigiana

L’eredità di Pinocchio nella creatività del made in Italy a vocazione artigiana. Il quadro dell’imprenditoria artigiana diffusa nel territorio’, Elaborazione Flash in edizione speciale per la V Giornata della Cultura Artigiana del 19 marzo 2026 a L’Aquila, Capitale italiana della Cultura 2026. Qui il programma e qui la diretta streaming.

Il lavoro si apre con una analisi che parte dall’archetipo di Pinocchio per arrivare alla creatività del made in Italy. Per rendere analiticamente osservabile l’idea che l’artigianato dia “anima e voce” ai prodotti, è utile concentrarsi sul perimetro settoriale delle ‘4 A’ rappresentate dai settori di Alimentare e bevande, Abbigliamento e moda, Arredo e legno e Automazione e meccanica, una rappresentazione iconica della made in Italy a vocazione artigiana che comprende settori che trasformano materia in identità, lavoro in racconto, produzione in valore economico e culturale misurabile. Nel perimetro settoriale che si riferisce alle ‘4 A’ nel primo trimestre del 2025 operano 393mila imprese con 2 milioni 873mila addetti. In questi settori della creatività del made in Italy dove trova concretizza l’eredità di Pinocchio vi è una alta vocazione artigiana: sono 212mila le imprese artigiane, pari al 54,0% del totale delle imprese delle ‘4 A’, la quali danno lavoro a 652mila addetti, pari al 22,7% dell’occupazione totale delle ‘4 A’, all’83,6% dell’occupazione dell’artigianato manifatturiero ed al 3,5% dell’occupazione del totale economia privata non agricola. Nel 2025 (ultimi dodici mesi a settembre) l’export nelle ‘4 A’ vale 383,8 miliardi di euro, pari al 60,1% del totale export ed al 17,9% del PIL del nostro Paese e ci porta al secondo posto in UE. Nel lavoro sono presenti i dati per regione e provincia su imprese totali ed imprese artigiane e loro addetti relativi al totale dei settori delle ‘4 A’ e sulle esportazioni dei settori delle ‘4 A’ con il dettaglio di ambito. Il report evidenzia che l’Italia si conferma prima in UE per export diretto delle MPI manifatturiere che sono inserite nelle filiere globali sia con tali esportazioni sia attraverso la subfornitura ad altre imprese committenti medio-grandi esportatrici residenti in Italia. Nel 2024 tali vendite all’estero del nostro Paese ammontano a 59,7 miliardi di euro, pari al 2,7% del PIL.
Nella competizione sui mercati internazionali l’affermazione del made in Italy si associa ad una crescente qualità dell’offerta, che si conferma anche nell’ultimo quinquennio caratterizzato dalla pandemia, dall’impatto dei conflitti e tensioni di natura geopolitica, dalla crisi energetica e dalla stretta monetaria più severa della storia dell’euro. L’analisi dei dati annualizzati a novembre 2025 mostra che il valore medio unitario dei made in Italy sale del 42,5% rispetto al 2019, anno pre-pandemia, un ritmo doppio rispetto al +19,1% dei prezzi alla produzione sui mercati esteri (con un divario positivo di 23,4 punti percentuali), confermando la crescita della qualità intrinseca dei prodotti del made in Italy, un fenomeno caratterizzato da una maggiore diffusione della produzione artigianale di alto livello, un migliore design, il rafforzamento del posizionamento del brand e del “Made in Italy”, una elevata qualità delle materie prime e l’introduzione di nuove funzionalità, caratteristiche risultanti dai processi di innovazione e di ricerca e sviluppo intrapresi dalle imprese. Inoltre, un più elevato profilo qualitativo dell’offerta è favorito dal rafforzamento del capitale umano, dalla valorizzazione dei brand territoriali, da una maggiore integrazione tra prodotto e servizi di assistenza e personalizzazione, da una maggiore circolarità, dalla diffusione delle certificazioni, da una maggiore precisione derivante da processi di digitalizzazione e dalla specializzazione in nicchie ad elevato valore aggiunto.
Una criticità affrontata è la difficoltà di reperimento del personale creatore di prodotti: nel perimetro settoriale delle ‘4 A’ nel 2025 si tratta di 382mila lavoratori, pari al 53,2% dei 719mila richiesti. Nel dettaglio vengono proposti i dati sulle 25 professioni più direttamente riferite al processo produttivo e maggiormente richieste nei settori delle ‘4 A’ .
Infine il report propone l’aggiornamento annuale del quadro dell’artigianato italiano, pilastro dell’economia e della cultura, il tasso di crescita dell’artigianato per gli anni 2021-2025 per regione e provincia e la diffusione capillare dell’artigianato in Italia in termini di addetti e valore aggiunto sul totale nazionale, di imprese a conduzione femminile, giovanile e straniera, di imprese in settori core interessati dalla domanda turistica e di imprese digitali, con la declinazione per regione e provincia.

N.B.: in data 15 aprile 2026, h. 14:28 nel report è stato sostituita la pagina 23 con l'integrazione di un dato mancante 

Autore

Ufficio Studi e Sistema Imprese

Data di pubblicazione

20/03/2026

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