
Energia e utility, al top la difficoltà di reperire personale
Nel 2025 gli occupati scendono del 2,5%. Tra le due guerre l’occupazione sale dell’8,7%: crescita a doppia cifra per le donne e senior con 40 anni e più, spinta da elettricità e gas. Minor dinamismo per acqua e rifiuti e under 40
Lo shock energetico in corso rappresenta una ‘gelata di primavera’ sulla ripresa della produzione manifatturiera e degli investimenti in macchinari, indebolendo ulteriormente la domanda di lavoro. A febbraio 2026 la rilevazione mensile dell’Istat conferma il decalage del trend del mercato del lavoro, con un aumento tendenziale dell’occupazione che si ferma allo +0,1% (era +0,2% a gennaio 2026 e +1,5% un anno prima). Il rallentamento del mercato del lavoro in parte è fisiologico, consolidando una lunga fase espansiva, che ha interessato anche il settore dell’energia e delle utilities. Nell’arco degli ultimi quattro anni il contesto geopolitico ed economico è stato dominato dall’incertezza in cui si sono succedute lo scoppio della guerra in Ucraina, una grave crisi energetica, la stretta monetaria più severa della storia dell’euro, lo scoppio del conflitto in Medio Oriente, per arrivare alla guerra dei dazi dichiarata dall’amministrazione Trump nella primavera del 2025.
La crescita degli occupati nel settore di energia e utilities – Nonostante le condizioni di estrema turbolenza, le imprese italiane dell’energia e utilities hanno sostenuto la domanda di lavoro, contribuendo ad una ampia crescita dell’occupazione, che tra il 2021 e il 2025 in Italia è aumentata dell’8,7% che, nel confronto internazionale, risulta inferiore alla crescita a doppia cifra registrata nella media Ue (+10,6%), oltre che in Francia (+36,4%), Spagna (+12,0%) e Germania (+12,2%). Nel 2025 il trend dell’occupazione ha segnato una flessione del 2,5%, a fronte del +0,4% del 2024 e del +9,2% del 2023.
Nel quadriennio in esame il mercato del lavoro nel settore energetico è stato più dinamico per le donne che hanno registrato un incremento dell’occupazione del 10,0% a fronte del +8,3% degli uomini. In chiave settoriale gran parte della spinta arriva dal settore di elettricità e gas che aumenta l’occupazione del 20,6% – che meglio performa rispetto al +12,7% della media Ue e con un maggiore dinamismo per le donne che crescono del 26,6% – mentre per acqua e rifiuti la crescita dell’occupazione si ferma al +3,1%, composto da un aumento del 4,4% dell’occupazione maschile e un calo del 2,3% dell’occupazione femminile. L’aumento degli occupati nel periodo in esame si addensa tra i lavoratori senior: mentre gli occupati tra 20 e 40 anni salgono del +2,4% (a fronte del +11,0% della media Ue) quelli senior, con 40 anni ed oltre, salgono del +12,1% (a fronte del + 11,0% della media Ue); nel dettaglio gli occupati tra 40 e 50 anni registrano un aumento dell’11,9% (+9,5% in Ue) e quelli con 50 anni e più salgono del 12,2% (+12,0% in Ue).
L’analisi dei dati del Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere – Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali evidenzia che nel 2025 nel settore delle public utilities (energia, gas, acqua, ambiente) le imprese hanno previsto l’entrata di 62.530 lavoratori. Di questi 30.742 sono di difficile reperimento, pari ad una quota del 49,2% che è di 2,2 punti superiore alla media delle imprese e di 3,3 punti superiore al 45,9% rilevato nel 2024, superando il 47,0% della media delle imprese e raggiungendo il valore massimo degli ultimi anni. Servono 4,0 mesi in media alle imprese del settore per trovare la figura ricercata. Sono 9.250 le imprese con dipendenti di energia e utilities, di cui 6.651 imprese prevedono assunzioni, pari al 71,9% del totale, una quota superiore di 7,9 punti al 64,0% della media delle imprese. La domanda di lavoro di lavoratori con titolo terziario – laurea e ITS – è del 15,3% a fronte del 13,6% della media delle imprese.
L’analisi dei dati del recente Rapporto sulla competitività dei settori produttivi 2026 ci fornisce ulteriori informazioni sulla struttura dell’occupazione. Nelle imprese del settore energia e utilities i lavoratori dipendenti sono il 95,4% del totale a fronte del 4,6% di lavoratori indipendenti. Le donne sono il 19,9% degli addetti, gli stranieri sono l’8,0%. Tra i dipendenti il 57,6% sono operai, il 34,2% impiegati, il 4,5% quadri, l’1,1% dirigenti, mentre gli apprendisti sono il 2,4%. I dipendenti a tempo indeterminato sono il 93,1% a fronte del 6,9% dei dipendenti a tempo determinato. I dipendenti giovani under 30 sono l’8,8%, quelli tra 30 e 49 anni sono il 45,5% mentre quelli con 50 anni e più sono il 45,7%.
Rubrica Imprese ed energia su QE-Quotidiano Energia del 28 aprile 2026
