Report ‘Automotive e meccanica, il punto sulla congiuntura nell’estate 2026‘ presentato dall’Ufficio Studi il 2 luglio 2026 nel corso del Consiglio nazionale di Confartigianato meccanica e subfornitura. Il report evidenzia un quadro in chiaroscuro per automotive e meccanica. Alla ripresa di alcuni indicatori congiunturali – dalle immatricolazioni, alla produzione e all’export di autoveicoli – si associa una domanda estera ancora debole per i settori della meccanica, mentre si evidenziano fragilità strutturali ancora irrisolte. La lenta riapertura dello Stretto di Hormuz mantiene elevata l’incertezza sui mercati energetici, mentre la nuova stretta monetaria della BCE frena la ripresa degli investimenti. L’automotive continua a scontare le difficoltà della transizione del Green Deal, con un ritmo di immatricolazioni annue ampiamente inferiore rispetto al periodo pre-2019, una produzione che resta di un terzo sotto i livelli pre-crisi e una crescente pressione competitiva delle importazioni dalla Cina. La meccanica mostra segnali di recupero, ma deve confrontarsi con una domanda estera ancora debole, soprattutto dalla Germania, mentre gli effetti dei dazi statunitensi appaiono, per ora, limitati. Persiste una elevata difficoltà di reperire competenze tecniche. In questo scenario, caratterizzato anche da una politica fiscale improntata alla prudenza, la competitività del sistema produttivo dipenderà dalla capacità di sostenere investimenti, innovazione e capitale umano.
