Energia e utility, +9,4% occupazione under 40 in tre anni
Crescita trainata da +22,4% di elettricità e gas, situazione stabile in acqua e rifiuti. Analisi dei dati Istat e Eurostat

La crisi demografica, una bassa partecipazione nel mercato del lavoro e una elevata difficoltà di reperimento del personale da parte delle imprese, rendono strategica la crescita dell’occupazione giovanile. Nei prossimi dieci anni la popolazione in età lavorativa (20-64 anni) in Italia diminuirà di 1,9 milioni, pari ad un calo del 5,6%, mentre nel quarto trimestre 2024 il tasso di occupazione dei giovani under 35 è del 44,5%, e pur essendo salito di 1,8 punti in tre anni, rimane il più basso tra i 27 paesi dell’Ue. A fronte della bassa occupazione si osserva una elevata inattività giovanile, anche dopo il termine del periodo degli studi: a fine 2024 in Italia vi sono 1,5 milioni di giovani tra 25 e 35 anni che non si offrono sul mercato del lavoro, un aspetto paradossale in un contesto di rarefazione del capitale umano determinata dalla sfavorevole evoluzione demografica. A marzo 2025 le imprese hanno difficoltà a reperire circa la metà (48,2%) delle assunzioni previste, quota che sale al 61,9% per gli operai specializzati e conduttori di impianti e macchine.
I dati pubblicati stamane dall’Istat confermano a febbraio 2025 una crescita dell’occupazione dello 0,9% su base annua, con un trend in linea (+0,8%) dell’occupazione dei giovani fino a 34 anni. Un segnale negativo arriva dall’aumento di 0,8 punti del tasso di inattività degli under 35.
L’occupazione giovanile ha contribuito al dinamismo del mercato del lavoro negli ultimi tre anni un arco di tempo particolarmente turbolento, caratterizzato dalle conseguenze dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, da uno shock energetico, dalla stretta monetaria più pesante della storia dell’Euro, dalla caduta del commercio internazionale e dalle incertezze derivanti dalla crisi in Medio Oriente e dalle prospettive di una guerra commerciale innescata dai dazi USA. Tra il 2021 e il 2024 si è registrato un aumento di 462mila occupati under 35, pari al +9,4%, una crescita più marcata del +6,1% del totale occupati di 15 anni ed oltre. Il miglioramento è netto anche per la disoccupazione dei giovani under 25. Nel confronto internazionale su dati Eurostat pubblicati stamane, a febbraio 2025 l’Italia registra una quota di giovani fino a 24 anni che cercano lavoro del 16,9%, il decimo tasso più elevato tra i 27 paesi Ue, in miglioramento di 7,4 punti rispetto al 24,3% di tre anni prima, quando il tasso di disoccupazione dell’Italia era il terzo peggiore in Ue a 27 dopo quelli di Grecia e Spagna. Nel triennio in esame si tratta della riduzione del tasso di disoccupazione giovanile più ampia di tutta l’Unione europea, dopo quella della Grecia.

Il trend dell’occupazione under 40 in energia e utilities – Anche per il comparto di energia e utilities si registra una crescita dell’occupazione dei giovani. Nel triennio 2024-2021 l’occupazione degli under 40 sale del 9,4%, incremento interamente sostenuto dall’aumento del 22,4% di energia elettrica e gas mentre si registra la stabilità (-0,1%) in acqua e rifiuti. Tra i macro settori la performance di energia e utilities segue quella delle costruzioni (+13,0%), mentre risulta migliore rispetto a quella dei servizi diversi dal commercio (+8,7%), del commercio (+4,5%) e della manifattura (+2,0%).
La crescita dell’occupazione giovanile è una buona notizia, considerato che nel comparto di energia e utilities sono meno presenti i lavoratori più giovani, con una quota di occupati under 40 del 28,7%, di circa cinque punti inferiore al 33,9% del manifatturiero e al 33,1% del totale economia. La quota di under 40 sale al 36,6% in energia elettrica e gas mentre si ferma al 24,1% in acqua e rifiuti. L’analisi dei dati dei registri delle imprese di Istat evidenzia che nel settore energia e utilities i dipendenti con meno di 30 anni rappresentano l’8,3% del totale dipendenti, una quota inferiore al 13,4% del manifatturiero e all’8,3% della media di tutti i settori. Nel dettaglio si osserva una quota di dipendenti under 30 dell’11,4% in energia elettrica e gas e del 7,1% di acqua e rifiuti, settore in cui la presenza dei giovani è la più bassa, dopo il 6,8% dell’estrattivo e il 5,8% attività finanziarie e assicurative.
L’occupazione nei settori dell’energia e dell’economia circolare rappresenta un’opportunità per i giovani italiani, maggiormente sensibilizzati alle politiche green. Secondo l’ultima rilevazione di  Eurobarometro sui giovani europei, l’ambiente e il cambiamento climatico sono la priorità più elevata per le politiche europee per i giovani under 30 in quattro Stati membri, con l’Italia che si colloca al primo posto con il 46%, ben 13 punti sopra al 33% della media Ue e superiore al 44% della Danimarca e al 40% della Francia.

Rubrica Imprese ed energia su QE- Quotidiano Energia del 1° aprile 2025